Presse und Kritiken

È una costante di "Musica dal vivo", la serie di concerti organizzata da Pietro Fabris in collaborazione con l'Università Popolare, dedicare uno dei concerti a Bach ed ogni volta l'anima ne è Walter Vestdello, insieme intelligente e colto ideatore e sensibile esecutore. Nell'immenso e straordinario corpus di opere bachiane questa volta la scelta è caduta su due Sonate, una per violino e cembalo, l'altra per flauto traversiere e basso continuo, e su sette dei tredici brani che costituiscono "L'Offerta Musicale", un'opera dell'estrema maturità di Bach che si rivolge, allontanandosi dal gusto dell'epoca, agli ardui artifici del contrappunto, come l'arte del Canone, indirizzo già presente nel 1741 nelle 30 Variazioni Goldberg con nove delle quali a Canone sugli intervalli dall'unisono alla nona, nelle variazioni canoniche del 1746-47 per arrivare all'Arte della Fuga.

Siamo di fronte quindi ad un programma che nella prima parte si inserisce perfettamente nel periodo storico di appartenenza e aderisce al gusto, alla cultura dell'epoca, mentre nella seconda appare il Bach che si isola, va contro corrente richiamandosi alle antiche tecniche del contrappunto che evocano addirittura i maestri fiamminghi.

L'esecuzione ha avuto l'impiego di strumenti d'epoca e di prassi esecutive antiche. Così Raffaella Chiarini al flauto traversiere, ovviamente di legno, nella Sonata si è espressa con bel suono, rotondo e omogeneo nei vari registri, e agile duttilità nel fraseggio e nella scansione ritmica, sostenuta abilmente dal basso continuo del cembalista Gianpietro Rosato e dal violoncellista Walter Vestidello. Il violinista Massimiliano Simonetto nella Sonata in sol ha rivelato un buon equilibrio fra esigenze di condotta polifonica e di estrosa vivacità in consentaneità di intenti con il cembalo concertante di Rosato , che nel Ricercare a 6 voci ha affrontato l'arduo compito con padronanza strumentale ma anche animando la severità del discorso musicale. Nei Canoni realizzati con acutezza e gusto sicuro (mancano nell'originale indicazioni di organico strumentale) l'esecuzione, che ha visto insieme ora viola e violoncello piccolo, ora flauto, viola e violoncello piccolo, ora questi strumenti uniti al cembalo, ha manifestato un senso implacabile della costruzione percorsa però da una sotterranea appena percettibile emozione che ha vivificato il rigore della forma in particolare della bellissima "Fuga in epidiapente". Consensi calorosi; fuori programma il I tempo della Triosonata sempre dall'Offerta musicale che concedeva maggior libertà espressiva ed è stata ulteriore conferma della maturità interpretativa degli strumentisti.

Gianfranco Ferrara
(da "Il Gazzettino" di Treviso. Martedì 4 febbraio 2003)